La zanzara

la malaria | i rimedi | la lotta alla zanzara | la zanzara tigre

La zanzara è un insetto dell’ordine dei ditteri, i più evoluti fra gli insetti, e della famiglia dei culicidi, caratterizzati da ali anteriori sviluppate e le posteriori trasformate in bilancieri, per meglio equilibrare il volo.

Le uova di circa mezzo millimetro di diametro, vengono deposte in pozze d’acqua stagnante, in gruppi che sembrano piccole zattere, appena al di sopra della superficie dell’acqua, generalmente di sera ed in numero di 100-300.
Le uova resistono senz'acqua anche più di duecento giorni.
Appena le uova vengono risommerse dall’acqua, si schiudono e ne fuoriesce una larva.
Queste vivono appena al di sotto della superficie dell’acqua nutrendosi di batteri e microrganismi e respirano ossigeno atmosferico attraverso un tubicino presente ad un'estremità.
Le dimensioni variano da 1 a 10 millimetri.
Attraverso quattro stadi larvali, la larva si trasforma in pupa, e successivamente in adulto.
La pupa respira anch’essa ossigeno atmosferico, ma non si nutre.
Dopo circa 48 ore, dalla pupa emerge l’insetto adulto attraverso una fenditura dorsale.
Tutto il ciclo avviene in circa 7-15 giorni dalla schiusa delle uova ad una temperatura di circa 25 gradi.
In base al fotoperiodo (meno di 12-13 ore di luce), le ultime uova autunnali, rimangono in uno stato di sospensione fino a quando non ritornano condizioni favorevoli di temperatura e di luce, resistendo a temperature anche di -5 gradi e non schiudendosi anche se vengono sommerse dall'acqua.
Queste sono le uova che superano l'inverno da novembre a marzo e che generano le zanzare l'anno successivo, appena la temperatura supera i 10 gradi ed il fotoperiodo le 12 ore di luce.
Alcune specie svernano in qualsiasi stadio, anche l'adulto, ed occasionalmente possono pungere.
L’adulto, dopo circa quarantotto ore dallo sfarfallamento dalla pupa, può accoppiarsi.
I maschi sono riconoscibili per le antenne piumate (15 unità) e per l'apparato boccale atto a lambire il nettare ed impossibilitato a pungere.
Sono totalmente inoffensivi e dopo l'accoppiamento vivono alcuni giorni nutrendosi di liquidi zuccherini.
La femmina, durante l'accoppiamento, raccoglie gli spermatozoi in sacche interne (spermateche).
Per la maturazione delle uova, sono necessarie le proteine contenute in un pasto di sangue.
E' solo la zanzara femmina a pungere, dopo la puntura porta le uova a maturazione in 2-5 giorni, attraversando, dopo ogni pasto, uno stato di inattività chiamato riposo post prandiale, provvede quindi alla deposizione.
La femmina vive in natura fino a quattro settimane.

Le specie nel mondo sono circa 3000, di queste 67 presenti in italia, ma non tutte prediligono l’uomo, quelle antropofile riescono però ad individuare l'uomo con precisione diabolica anche in presenza di altri animali.
La preda viene individuata attraverso odori e sostanze chimiche emessi dai corpi.
Principalmente dall'anidride carbonica eliminata con il respiro, dal sebo della cute (che contiene colesterolo), dal sudore e dagli ormoni sessuali, in particolare estrogeni.
Ad una pelle fredda e umida, prediligono una pelle tiepida e asciutta.
Sono poi attirate da chi produce molte sostanze di richiamo sessuale, dai fumatori, dalla cui pelle traspirano le sostanze chimiche delle sigarette, dai vegetariani, perché il loro respiro esala ottanolo, prodotto dalla digestione di frutta e verdura, dai colori scuri per fattori mimetici, e preferiscono prede adulte (più uomini che donne), ai bambini.
Normalmente sono stazionarie ed agiscono in un raggio di circa 100 metri.

LA MALARIA

La malaria è una malattia causata da un parassita, il plasmodio, che vive e si riproduce alternativamente nell'uomo e in un particolare tipo di zanzara, nota come anofele.
L'uomo contrae la malattia quando viene punto da un'anofele infettante.
Per essere tale l'anofele deve però precedentemente, avere assunto il plasmodio pungendo una persona già parassitata.
Esistono 4 diverse specie di plasmodio in grado di parassitare l'uomo:
Plasmodium falciparum, P. vivax, P. ovale, P. malariae.
I sintomi dell'infezione comuni alle 4 specie sono febbre alta, brividi, sudore, cefalea, dolori muscolari diffusi e, dopo alcuni giorni, anemia e ingrossamento della milza.
Nelle forme più gravi di malaria, dovute alla specie Plasmodium falciparum, i parassiti aderiscono ai capillari degli organi interni bloccando la circolazione del sangue. Quando questo fenomeno interessa il cervello provoca la così detta "malaria celebrale", che si manifesta con stati di confusione, delirio e coma determinando spesso la morte.

I RIMEDI

Medicine capaci di fulminare le zanzare ci sarebbero: le avermictine, antibiotici nati per curare i nematodi, vermi delle radici delle piante.
L'uso è stato esteso alla lotta contro i parassiti degli animali e dell'uomo, sia per i vermi intestinali che per quelli dei tessuti, come la filaria, o per gli ectoparassiti (parassiti del sangue).
La persona trattata con questi antibiotici risulta nociva anche per zanzare, cimici, pidocchi e zecche.

INSETTICIDI SPRAY
Pro: uccidono gli insetti presenti.
Contro: bisogna uscire dalla stanza e lasciar agire il prodotto per non intossicarsi. E, prima di rientrare, aprire le finestre.

ZANZARIERE
Pro: il sistema più semplice e naturale. Si possono mettere alle porte, alle finestre, sopra il letto.
Contro: solo il costo di installazione, non sempre basso.

I ZAMPIRONI
Il piretro, estratto da una pianta equatoriale, colpisce il sistema nervoso dell'insetto.
Pro: è meno aggressivo di altri sistemi.
Contro: da usare all'aperto perché il fumo è fastidioso. E non sempre funziona.

ULTRASUONI
Dovrebbero tener lontano le femmine di zanzara gravide emettendo segnali simili a quelli dei maschi.
Pro: tutti da verificare.
Contro: sono spesso inutili: non tutte le zanzare usano lo stesso segnale, e ogni specie ha la sua banda di ricezione.

I FORNELLETTI
A piastrina o a flacone.
Pro: più efficaci degli zampironi.
Contro: bisogna spegnerli e aerare la stanza prima di coricarsi.

VITAMINE
Sembra che vitamine del gruppo B (B1 e B6) aiutino a scacciare le zanzare, a causa della produzione di un particolare odore attraverso il sudore. Si può quindi provare a prendere lievito di birra, ricco di tale vitamina. Lo stesso risultato si ottiene con agrumi e vitamina C.
Pro: lievito di birra e vitamina C fanno comunque bene all'organismo.
Contro: oltre a dare talvolta fotosensibilizzazione, sono rimedi troppo blandi.

AUTAN o VAPE
In spray, stick, gel o lozione. Coprono gli odori del corpo e irritano le mucose olfattive delle zanzare, interferendo con il loro sistema di orientamento.
Pro: sono un'efficace barriera sul corpo.
Contro: possono dare allergie da contatto.

REPELLENTI NATURALI
Estratti di piante (geranio, basilico, menta, cannella) che gli insetti non sopportano. Da usare sul corpo o sui vestiti, oppure come candele e incensi.
Pro: non sono tossici.
Contro: sulla pelle possono provocare fotosensibilizzazione, cioé macchie quando ci si espone al sole.

OMEOPATIA
Confetti di Ludum palustre 5Ch dovrebbero far sì che il sudore acquisti un odore insopportabile per gli insetti.
Pro: è un sistema naturale.
Contro: non sempre e non su tutti funziona.

LA LOTTA ALLA ZANZARA

Eliminare ogni ristagno d'acqua da sottovasi ed altri oggetti dove può accumularsi.
In laghetti o stagni, introdurre pesci larvivori, un ottima specie è il comune pesce rosso.
Nei sottovasi introdurre una spirale fatta di filo di rame.
Il rame ha un effetto tossico nei confronti delle larve delle zanzare per almeno un anno dal suo posizionamento.
I fili di rame (tipo filo elettrico) devono essere preventivamente privati della guaina di plastica.
Dove non è possibile eliminare il ristagno d'acqua, ad esempio nei tombini, nelle griglie di raccolta delle acque piovane, si possono utilizzare prodotti facilmente reperibili in farmacia:

Bacillus Thuringensis in gocce
Insetticida biologico a base di Bacillus Thurigensis varietà israelensis, innocuo per l'uomo e gli animali.
Istruzioni per l'uso dell'insetticida biologico, contro le larve di zanzara, a base di bacillus thuringiensis varietà israelensis, innocuo per l'uomo e gli animali, e non inquina l'ambiente.
Le seguenti indicazioni (che non sostituiscono il contenuto dell'etichetta) sono fornite per facilitare l'impiego pratico del prodotto entro i tombini e griglie di raccolta delle acque piovane presenti nei cortili e giardini degli edifici di pertinenza privata.
Avvertenze
Prima di aprire la confezione leggere attentamente le istruzioni riportate nell'etichetta.
· Indossare sempre guanti monouso prima della manipolazione del prodotto.
· Conservare la confezione in luogo fresco, asciutto, al riparo dal calore e dalla luce diretta ed inaccessibile ai bambini, a persone irresponsabili e agli animali.
· Il prodotto è attivo solo nell'acqua e se diluito correttamente.
Esempio pratico per il trattamento di quattro tombini
· Agitare per bene la bottiglietta del prodotto prima dell'uso;
· Versare 6 gocce di prodotto in una bottiglia di plastica contenente circa mezzo litro d'acqua, chiudere la bottiglia e agitarla vigorosamente, versare tutta la soluzione nell'acqua nei quattro tombini in parti uguali. La soluzione deve essere preparata al momento dell'utilizzo e usata completamente in quanto non dura nel tempo.
· I trattamenti devono essere effettuati una volta ogni sette giorni, dal 31 marzo al 31 ottobre.
Consigli
· Prima dell'inizio del ciclo dei trattamenti, pulire l'interno dei tombini dalla presenza di fango, foglie ed altri detriti.
· Segnare sul calendario le date dei trattamenti al fine di ottimizzare la programmazione.
· Divulgare ai vicini di casa le azioni da intraprendere per evitare la proliferazione della zanzara tigre.
· Ricordarsi, prima della partenza per le vacanze, di mettere al riparo dalle piogge tutti i possibili contenitori di acqua e di dare a persona di fiducia l'incarico di proseguire i trattamenti dei tombini fino al rientro dalle vacanze.
N.B. conservare gli scontrini d'acquisto del prodotto da esibire agli operatori addetti alla vigilanza.

Temephos in pastiglie
Compresse di insetticida a base di Temephos, una sostanza a bassissima tossicità verso gli altri organismi.
Istruzioni per l'utilizzo, contro le larve di zanzara, delle compresse di insetticida organo fosforico a base di temephos, che presenta bassissima tossicità verso gli organismi non bersaglio, viene rapidamente degradato nell'ambiente e non produce derivati tossici.
Le seguenti indicazioni (che non sostituiscono il contenuto dell'etichetta) sono fornite per facilitare l'impiego pratico del prodotto entro i tombini e griglie di raccolta delle acque piovane presenti nei cortili e giardini degli edifici di pertinenza privata.
Avvertenze
Prima di aprire la confezione leggere attentamente le istruzioni riportate nell'etichetta.
· Indossare sempre guanti monouso prima della manipolazione delle compresse.
· Conservare la confezione in luogo inaccessibile a bambini, a persone irresponsabili e agli animali.
Modalità d'impiego
· Collocare una compressa nell'acqua di ogni tombino o griglia di raccolta delle acque piovane ad intervalli di 15 giorni, a partire dal 31 marzo al 31 ottobre.
· La compressa non deve essere collocata in altri tipi di contenitori come ad esempio: bidoni, abbeveratoi, secchi, sottovasi, annaffiatoi, ecc..
· La compressa non deve essere spezzata o sbriciolata, ma depositata nell'acqua del tombino nello stato in cui si trova.
Consigli
· Prima dell'inizio del ciclo dei trattamenti, pulire l'interno dei tombini dalla presenza di fango, foglie ed altri detriti.
· Segnare sul calendario le date dei trattamenti al fine di ottimizzare la programmazione.
· Divulgare ai vicini di casa le azioni da intraprendere per evitare la proliferazione della zanzara tigre.
· Ricordarsi, prima della partenza per le vacanze, di mettere al riparo dalle piogge tutti i possibili contenitori di acqua e di dare a persona di fiducia l'incarico di proseguire i trattamenti fino al rientro dalle vacanze.
N.B. conservare gli scontrini d'acquisto del prodotto da esibire agli operatori addetti alla vigilanza.

LA ZANZARA TIGRE


Aedes Albopictus

La zanzara tigre è originaria del sud-est asiatico. È giunta in Italia recentemente attraverso l'importazione di pneumatici usati sui quali la femmina aveva deposto le uova.
Descrizione: È più piccola delle altre zanzare. È di colore scuro, con fasce bianche sulle zampe e una linea bianca sul dorso. Vola basso, a pochi centimetri dal suolo e punge soprattutto alle gambe e alle caviglie. Più aggressiva delle altre zanzare punge prevalentemente di giorno. La sua puntura provoca vistose bolle e pruriti particolarmente fastidiosi nei soggatti più sensibili. in Italia la puntura di zanzara tigre non è veicolo di trasmissioni virali sull'uomo.

Secondo un esperto della associazione ambientalista, i vecchi copertoni d'auto in cui viaggiano le zanzare sono impiegati per produrre detersivi.
L'introduzione della zanzara tigre in Italia? E' colpa dei detersivi al limone. Lo sostiene l'esperto del Wwf, Stefano Petrella. Il fastidioso insetto di origine asiatica è infatti giunto in Italia nascosto in piccole raccolte d'acqua all'interno dei vecchi copertoni imbarcati sui mercantili. Ed i copertoni sarebbero arrivati per permettere all'industria di riprodurre, con processi di sintesi, il limonene, una sostanza presente naturalmente nella scorza degli agrumi.
'La recente riscoperta dei prodotti biologici - sottolinea Petrella - ha favorito l'immissione sul mercato di prodotti che fingono di riscoprire ricette tradizionali: bicarbonato e menta nel dentifricio, aceto nello shampoo, limone (verde, concentrato) nel detersivo piatti. Da dove viene la quantità di limoni necessaria per produrre le tonnellate di detersivo al limone? E gli inglesi o gli scandinavi (che non sono certo tra i più fiorenti produttori di agrumi) come fanno? Semplice, con i copertoni. Si grattugia il copertone, lo si distilla ben bene e si ottiene un idrocarburo terpenico, il limonene, che aggiunto a un comune detersivo lo fa diventare 'al limone'.
In Italia si importano annualmente, secondo l'Istat, dalle 13 alle 16 milioni di tonnellate di copertoni usati: circa il 4-6% di questi copertoni provengono da aree endemiche della zanzara tigre, principalmente il sud degli Stati Uniti ma anche Giappone e Taiwan. Secondo l'Istituto superiore di Sanità l'importazione di copertoni usati in Italia andrebbe regolamentata, con severi controlli e disinfestazioni, per limitare la variabilità genetica delle popolazioni ormai esistenti ma anche per evitare l'accidentale introduzione di virus esotici.
L'attività ectoparassitaria della zanzara tigre interessa annualmente centinaia di migliaia di persone durante la stagione estiva, ma l'entità dei problemi che comporta viene 'spesso sottostimata dalle autorità competenti'. La denuncia è dell'esperto Roberto Romi dell'Istituto superiore di sanità.
Secondo l'Iss la zanzara tigre è oggi presente in 9 regioni e 30 province italiane. Oltre il 90% delle aree infestate è concentrato nella porzione nord-occidentale del Paese, dove la zanzara tigre ha trovato le condizioni climatiche e ambientali più favorevoli alla sopravvivenza e alla riproduzione. Nei Paesi d'origine l'insetto è vettore di malattie virali come la dengue, la temibile febbre emorragica.
In Italia, sempre secondo l'Iss, è un vettore potenziale di agenti patogeni per l'uomo, in quanto 'non si può del tutto escludere un evento accidentale legato alla temporanea importazione di serbatoi di infezione. Non va infatti dimenticato - sostiene Romi - che una importante epidemia di dengue emorragica è già occorsa nel passato in Europa, in Grecia nel 1927-28, con circa un milione di casi e 1.000 decessi'. Anche se all'epoca l'insetto responsabile fu la 'ae.aegypti', vettore più efficace della zanzara tigre ('ae.albopticus'), 'riteniamo che la potenziale pericolosità di quest'ultima non vada comunque sottovalutata. Eventuali epidemie di dengue in Paesi europei potrebbero avere oggi un impatto devastante'.


aggiornamento:
agosto 2003

axeb.it © 2003
tutti i diritti sono riservati
vietata la riproduzione anche parziale